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Web 2.0, Web 0.0001, e Censura del Web Novembre 5, 2007

Posted by psychemax in Censura, Magari si parlasse d'altro..., Politica, Web 2.0.
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A volte si leggono certe notizie che lasciano a bocca aperta.

Premessa obbligatoria: Badate bene, non sono un “grillista”, anzi, tutt’altro, data la mia poca simpatia per quel molto poco educato vecchietto. Non mi sono mai piaciute le persone che urlano, sapete com’è. :) Sono una persona che odia parlare di politca, eppure oggi è di questo che mi trovo a parlare su questo neo-blog, che in pochi leggeranno.

Parto con un Link, che mi pare “esemplificativo” per l’argomento che sto per trattare. Questo . Dando una rapida lettura, ho appreso cose che prima mi erano tristemente sconosciute (eccezion fatta per la demonizzata, spesso a buona ragione, Cina). Insomma, mi pare il caso adesso di cominciare a parlarne approfonditamente.

La mia curiosità per l’argomento nacque un anno fa, nel tristissimo periodo di bufera causato da un penoso videogioco, pubblicizzatissimo dalla stampa(ccia) italiana, Rule of Rose. Il simpaticissimo, eufemismicamente, Fioroni, dichiarò guerra aperta al Web. Si, chiamatemi allarmista, ma io un anno fa l’avevo intuito che in questo figuro losco c’era qualcosa che non andava. Provare per credere . E siccome la cosa mi riguarda da vicino, io oggi cerco di analizzare la cosa dal mio punto di vista.

In Italia, sulla falsariga della Cina, la volontà del ministro della (d)Istruzione è di creare un web chiuso, lo ha addirittura ammesso in un’intervista di un pò di tempo fa. Questo figuro troppo losco, maestro di idiozia, ci ha detto tranquillamente che in altri punti del mondo, hanno imposto vari filtri per limitare i problemi derivanti da internet. 2+2=0 . Benvenuti nel Bel (???) Paese.  Abbandonata la perfida, cretina idea, quest’idiota ministeriale ha deciso oggi che Internet può essere allora “Modellato” a suon di tasse. Ooops, non l’ha detto lui, l’ha detto il suo capo.  Cito coltamente. Niente da fare, qui in Italia chi non capisce, detta legge.

Qui, entra in ballo la politica: benvenuti nell stato in cui

Antonio di Pietro, Ministro delle Infrastrutture, ha affermato sia nel suo blog che in diverse itnerviste che il provvedimento era stato presentato come “di routine” come un insieme di norme per “ridurre gli emolumenti all’editoria pubblica, per migliorare il mercato dell’informazione” e che quindi era stato approvato all’umananimità senza essere letto e che solo la notizia del suo contenuto reale data da Grillo ha compreso di vaer fatto una “cavolata “; Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni ed ex giornalista, ammettendo anche lui di non aver letto il disegno di legge che aveva votato, ha affermato che riteneva che le norme approvate si limitassero a confermare quelle precedenti del 2001 (le quali obbligavano alla registazione solo un ridotto numero di testate on line, registrazione che permetteva di ottenere i contributi statali erogati nella legge sull’editoria) e che sarebbe “un grave errore estenderle a siti e blog” e che rispetto a questo sarebbe stato “Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato.“. Il ministro ha anche affermato che l’errore, ormai individuato, sarebbe stato corretto e che “sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare“.Anche Pietro Folena, presidente della Commissione Cultura della Camera, si è espresso contro le norme così come sono state formulate dal decreto, sostenendo che “chi fa informazione amatoriale on-line, così come è oggi, se vuole usufruire dei vantaggi della legge sulla stampa si iscriverà al tribunale, altrimenti non deve iscriversi da nessuna parte. Un conto è la professione, l’impresa, altro è la libera circolazione delle idee e dell’informazione” e affermando, in risposta ad alcune critiche mosse dai visitatori del suo blog, che “In ogni caso deve passare dalla mia commissione, quindi per quanto mi riguarda, cambierà.

Citazione necessaria da Wikipedia.  E se il pensiero che in Italia, i politicanti capi di stato, non leggono le cose che firmano, non vi rincuora abbastanza, voglio aggiungere un’altra cosa.  Poco tempo fa,  il Federal Bureau of Investigation americano, meglio noto come FBI, aveva chiuso un sito che raccoglieva tutti gli Anarchici del mondo, a dire del sito. Aveva sede negli USA.

Sfido chiunque a darmi torto, nel dire che quello è uno dei pochi casi in cui la censura va fatta.